champagne

Jean Philippe Trousset

IL VIGNERON

La famiglia Trousset Guillemart è presente nel villaggio Premier Cru di Sacy sin dal XVII secolo. Nel 1958, nasce il Domaine Trousset-Guillemart, la tenuta è costituita da 7,6 ettari situati in tre villaggi Premier Cru: Les Mesneux, Sacy e Villedommange.

Il domaine

La famiglia Trousset Guillemart è presente nel villaggio Premier Cru di Sacy sin dal XVII secolo. Nel 1958, nasce il Domaine Trousset-Guillemart, la tenuta è costituita da 7,6 ettari situati in tre villaggi Premier Cru: Les Mesneux, Sacy e Villedommange.

LA CANTINA

In tempi recenti i proprietari, Jean-Philippe e Karine, hanno costruito una sede moderna ed efficiente in cui la tecnologia accompagna la tradizione champenoise in chiave d’eccellenza qualitativa. Vengono utilizzate una pressa Coquard a piatto inclinato, tini termoregolati in acciaio inox a controllo computerizzato e un locale sotterraneo per la vinificazione in legno (tonneaux e botti da 10 hl) e la maturazione delle bottiglie di champagne.

I VIGNETI

I vigneti sono distribuiti tutti su suolo argillo-calcareo e sabbioso, classificati Premier Cru. Le piante hanno un’età media di 25 anni. La coltivazione è oggi improntata alla viticulture durable utilizzando diserbo meccanico e trattamenti biologici. Dopo la pressatura soffice, la sola cuvée (prima spremitura) è vinificata parte in acciaio e parte in legno. Prima dell’imbottigliamento i vini sono decantati a freddo e filtrati in maniera molto leggera. Una volta effettuato il tiraggio, gli champagne maturano sui lieviti dai circa 2 anni fino ai 5. I dosaggi, infine, vanno dai 3,5 g/l massimo allo zero. Jean Philippe Trousset produce intorno alle 72.000 bottiglie l’anno.

GLI CHAMPAGNE

JEAN-PHILIPPE TROUSSET

crème

Vitigni

50% Pinot Noir • 30% Meunier • 20% Chardonnay

Basato sui vini dell’ultima vendemmia più il 45% di vins de réserve delle due annate precedenti; il 10% dei vini è vinificato in tonneaux. Lo champagne ha maturato circa due anni sui lieviti prima di essere dosato a 3,5 g/1. Champagne fresco e pulito, giustamente fruttato e impreziosito da un’invitante vivacità. Equilibrato, lineare e completo, con un finale di bocca piacevolmente salino.

JEAN-PHILIPPE TROUSSET

Absolu

Vitigni

50% Pinot Noir • 30% Meunier • 20% Chardonnay

Cosa piuttoso rara in Champagne, si tratta della declinazione del classico brut (Crème) come pas dosé, a dimostrazione della bontà del vino. Pertanto, dal punto di vista tecnico, vinificazione e affinamento sono gli stessi del Crème. Di grande freschezza, con un’idea di agrumi scuri e un tocco di frutta secca. Champagne brillante nella sua spiccata freschezza, nitido nella sua estrema pulizia, ma anche rotondo per via dell’ottima e ricca materia.

JEAN-PHILIPPE TROUSSET

Le rosé

Vitigni

46% Chardonnay • 36% Pinot Noir di cui il 6% in rosso • 18% Meunier

Assemblaggio con una più alta componente di Chardonnay per compensare la vinosità della parte in rosso. I vini dell’ultima vendemmia sono assemblati con il 45% di vins de réserve delle due annate precedenti, poi due anni sui lieviti e dosaggio da extra brut 2,3 g/l. Rosé elegante, giocato sia sugli agrumi sia sui piccoli frutti rossi, quindi fresco, vivace, scattante. Natura “sussurrata” da rosé, unita a una confortante freschezza e a una brillante pulizia.

JEAN-PHILIPPE TROUSSET

millésime 2017

Vitigni

50% Pinot Noir • 50% Chardonnay

Il classico millesimato coinvolge le due varietà più preziose sempre in perfetto equilibrio. Fermentato in acciaio senza malolattica; seguono tre anni e mezzo sui lieviti e un dosaggio mediamente inferiore 1,15 g/l. Fresca e tonica si propone fine, quasi delicata nel suo intreccio tra mineralità e agrumi. Il palato ha il plus di una succosità, una gustosità, una perfetta pulizia e una concretezza quasi inaspettate.

JEAN-PHILIPPE TROUSSET

anna t

Vitigni

100% Chardonnay

Uve di Sacy bianche fermentate esclusivamente in legno (piccola botte e tonneaux), con la malolattica interamente svolta. E’ frutto per l’80% di una réserve perpétuelle delle annate dal 2009 tenuta in una specifica botte, più una parte di vini dell’annata. Seguono tre anni e mezzo sui lieviti. Il non essere dosato è solo la ciliegina sulla torta che conferma la bontà di questo piccolo gioiello. Champagne complesso, quindi fresco e con quella ricchezza, quella coinvolgente “grassezza” che richiama i grandi vini bianchi. Una spiccata personalità per il suo saper mediare tra un bianco di Borgogna e l’essere champagne.

JEAN-PHILIPPE TROUSSET

nuit blanche

Vitigni

100% Pinot Noir

Il vigneron ha selezionato le uve nel solo villaggio Premier Cru di Sacy, nelle parcelle storiche della famiglia site proprio a metà del coteau. La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata con svolgimento della malolattica, ma i vini dell’ultima vendemmia sono poi uniti a quelli di una réserve perpétuelle, conservata in botte dal 2014. Lo champagne ha maturato più di due anni sui lieviti e, avendo un residuo zuccherino inferiore a 1,20 g/l, è a tutti gli effetti un brut nature. Non la “vinosità scura” che ci si potrebbe aspettare, ma autorevolezza nell’espressione prima floreale e poi fruttata. Fresca e vivace pervasa da note di piccoli frutti rossi e fiori su una base minerale.

JEAN-PHILIPPE TROUSSET

les croissetes

Vitigni

51% Petit Meslier • 46% Chardonnay • 3% Arbane

Millesimato (2013) non dichiarato a dispetto della lunga maturazione sui lieviti (5 anni) come bouchon liège. I mosti sono stati fermentati in cuve e la malolattica svolta. Ne sono state tirate soltanto 621 bottiglie, proposte come pas dosé. Compatta eleganza per poi virare verso la mineralità iodata e note affumicate, il tutto su una base agrumata. Bella bocca, succosa, nitida, ampia, avvolgente sapendo anche essere elegante, levigata e pulitissima.

JEAN-PHILIPPE TROUSSET

mavì

Vitigni

80% Chardonnay • 20% Pinot Noir

Lo champagne che Alberto ha dedicato alla sua nipotina Maria Vittoria, chiamata affettuosamente Mavì. Le uve Chardonnay provengono dai vigneti storici della famiglia, situati a Sacy. La malolattica è bloccata e il 75% dei vini che lo compongono fanno parte di una réserve perpétuelle conservata in una botte a parte dal 2017. Dopo poco più di due anni sui lieviti, lo champagne viene dosato a 1,6 g/l oppure viene proposto come pas dosé. Champagne caratterizzato da un olfatto brillante e vivace, legato ad agrumi e florealità, con tanta freschezza di origine minerale e una netta sensazione di pulizia. Al gusto è avvincente in quanto il vino è animato da una vivace energia che dona profondità e grinta. Chiusura piacevolmente sapida.

JEAN-PHILIPPE TROUSSET

delice

Vitigni

50% Pinot Noir • 30% Meunier • 20% Chardonnay

Assemblaggio, vinificazione e affinamento sono i medesimi dello champagne Crème, ma con dosaggio, in questo caso, pari a 32 g/l. Seducente come solo la dolcezza non banale sa essere. Morbidezza e freschezza in perfetta armonia. Un’avvolgente cremosità fatta di note tostate, frutta secca e pan briosche resa dinamica e rinvigorita dall’agrume candito, dalla salvia e dal profumo di erba fresca. Uno champagne che, con finezza ed eleganza, invita alla trasgressione verso il dessert.

JEAN-PHILIPPE TROUSSET

meunier

Vitigni

100% Meunier

Uve provenienti dal villaggio di Les Mesneux, sulla Montagne de Reims. Il 20% del vino dell’annata 2018 viene unito ad un 80% di vini di riserva dal 2017, conservati in fudre (botte da 2280 lt). Dopo un riposo di 24 mesi, lo champagne viene degorgiato e dosato a 2,3g/l. La malolattica è bloccata. La cuvée si apre con la freschezza spontanea e pungente del pompelmo rosa e del bergamotto. Nel cuore la pera bianca matura, mela grattata e l’ananas ne ingentiliscono i tratti.